🏹 Chi siamo
Fondata nel 1984 da un gruppo di amici con la passione per il tiro con l’arco, la Compagnia 04LUPO — Branco Arcieri del Lupo — è oggi un luogo aperto a chiunque voglia divertirsi e imparare. Dopo le prime uscite tra i boschi con sagome 3D, ci siamo affiliati a FIARC, poi a CSAIn e Fidasc, e abbiamo iniziato ad organizzare anche gare Indoor e Roving sotto l’egida CSAIn. Ci ritroviamo ogni venerdì sera nella palestra delle Scuole Elementari di Nese, dove istruttori qualificati accolgono principianti e appassionati con lezioni pratiche e consigli utili. Il nostro obiettivo? Far conoscere questo sport bello e coinvolgente, creare una comunità affiatata e offrire sia attività ricreative sia occasioni di gara.
📸 Il club in foto












🎓 I nostri corsi
La nostra scuola di tiro con l'arco offre percorsi pensati per tutte le età. Per i partecipanti maggiori di sedici anni proponiamo un corso strutturato di 6–8 lezioni, tenuto da istruttori qualificati, che combina spiegazioni teoriche e sessioni pratiche per sviluppare tecnica, sicurezza e precisione; le lezioni si svolgono il sabato nel primo pomeriggio. Per i bambini organizziamo un accompagnamento continuativo durante l’anno scolastico (ottobre–maggio): attività formative e giochi didattici ogni sabato, con focus su apprendimento graduale, divertimento e crescita in sicurezza sotto la guida di personale esperto.
❓ Domande frequenti
Serve l'attrezzatura per iniziare?
No: arco, frecce e protezioni li mettiamo noi, sia alla prova che durante il corso. Quando sarai pronto per un arco tuo, ti aiuteremo a sceglierlo senza fretta.
Da che età si può iniziare?
In genere dagli 8 anni in su, con corsi dedicati ai più giovani. Non c'è un limite dall'altra parte: da noi si tira a ogni età.
Serve essere allenati o forti?
No. Il tiro con l'arco è uno sport di tecnica, calma e concentrazione: gli archi scuola sono morbidi e si parte gradualmente.
Quanto costa provare?
La prima prova accompagnata dai nostri istruttori è il modo migliore per capire se ti piace: contattaci dal modulo qui sotto e ti raccontiamo tutto, costi dei corsi compresi.
Cosa devo portare alla prima lezione?
Abbigliamento comodo e scarpe chiuse. Al resto pensiamo noi.
È uno sport sicuro?
Sì: le regole di sicurezza sono la prima cosa che si impara e sul campo c'è sempre un istruttore. È tra gli sport con meno infortuni in assoluto.
🎯 Chiedi info sui corsi
Vuoi provare il tiro con l'arco o iscriverti a un corso? Lascia un recapito: ti ricontattiamo noi, senza impegno.
📍 Dove siamo
Via Olera 10, Alzano Lombardo 24022
Il Venerdi sera dalle 20:30 alla Palestra di Nese, da Ottobre fino a Maggio. Il Venerdi sera dalle 20:30 alla nostra sede, da Giugno fino a Settembre.
🛡 Tutela e trasparenza
In conformità al D.Lgs. 39/2021 e alle Linee Guida dell'ente di affiliazione pubblichiamo le nostre politiche a tutela dei tesserati e dei minori.
🛡 Safeguarding
Branco Arcieri Cacciatori del Lupo adotta le politiche di safeguarding previste dal D.Lgs. 39/2021 e dalle Linee Guida dell'ente di affiliazione, per garantire un ambiente sportivo sicuro, sereno e inclusivo per tutti i tesserati, con particolare attenzione ai minori.
Responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni: Mattia Mazzucchi (04lupo.safeguarding@gmail.com).
Chiunque può segnalare, anche in forma riservata, comportamenti impropri o situazioni di rischio rivolgendosi al Responsabile o ai contatti della ASD: ogni segnalazione viene trattata con riservatezza e senza ritorsioni.
Il documento integrale delle politiche di safeguarding è disponibile presso la sede sociale e viene consegnato su richiesta.
🤝 Codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie
Il presente codice di condotta è redatto in ottemperanza all’articolo 16 comma II^ del decreto legislativo n. 39 del 28 febbraio 2021 e secondo le “linee guida per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione” pubblicate il 31.8.2023 sul sito istituzionale CSAIN (https://www.csain.it/notizie/linee-guida-eregolamento-csain-per-le-politiche-di-safeguarding/) ed è rivolto a tutti gli operatori, quali istruttori,tecnici, dirigenti, collaboratori a qualsiasi titolo, livello e qualifica, lavoratori e volontari, i quali, avendo contati diretti con allievi e tesserati tramite la ASD , hanno assunto o assumeranno la responsabilità di contribuire:
- alla crescita ed alla formazione, sia sportiva che morale, dei giovani atleti;
- alla creazione di un ambiente sano, positivo, sicuro e stimolante per la pratica sportiva;
- a dare il buon esempio e ad essere un modello di comportamento per tutti i giovani atleti.
Per tali motivi, tutte le figure avanti elencate, previa lettura e sottoscrizione per accettazione, sono obbligatoriamente tenute a dare piena osservanza ed applicazione al presente codice di condotta; posto che ogni eventuale violazione verrà segnalata al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile associativo della “safeguarding policy”, il quale, previo accertamento secondo le disposizioni del modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva associativo, potrà, se ritenuta commessa, proporre l’applicazione delle sanzioni disciplinare ivi previste.
Al fine di realizzare e garantire a tutti i tesserati, inclusi minori ed adulti vulnerabili, un ambiente sicuro, inclusivo e rispettoso di ogni diversità e peculiarità,
l’ASD Branco Arcieri Cacciatori del Lupo si impegna
ad osservare e far osservare scrupolosamente i seguenti principi ed intendimenti:
- il pieno rispetto della dignità e dell’integrità psico-fisica di tutte le persone, minori e non, coinvolte nelle attività sportive ed istituzionali, senza alcuna discriminazione, rispettando le aspirazioni, le potenzialità, le capacità e le specificità di ciascuno;
- l’insegnamento della lealtà, della probità e della correttezza nello sport e non solo, quali principi su cui uniformare la propria condotta;
- l’utilizzo, da parte di ogni componente ed associato, della massima cortesia, gentilezza, educazione e rispetto, evitando sempre l’uso del linguaggio offensivo e scurrile o contrastando i comportamenti intimidatori o prevaricatori;
- la programmazione di attività tese a promuovere un’autentica inclusione di tutti e la valorizzazione delle diversità, quale autentica risorsa, attraverso la pratica sportiva;
- l’adozione di tutte le misure utili a prevenire potenziali abusi o molestie su chiunque;
- la rimozione degli ostacoli che inibiscano il benessere di ogni atleta e del suo sviluppo psicofisico, secondo le proprie aspirazioni, potenzialità, capacità e specificità;
- la massima partecipazione di ogni atleta alle attività sportive ed istituzionali, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
- la costante sensibilizzazione e la conoscenza degli operatori circa le tematiche relative all’abuso, la molestia, la violenza di genere o la discriminazione per ragioni di etnia, la religione, le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l'orientamento sessuale;
- pretendere, da parte di tutti gli operatori, di tenere comportamenti improntati alla massima professionalità, evitando, nelle interazioni con tutti i tesserati, qualsiasi forma di contatto fisico inappropriato o non necessario;
- garantire la privacy di tutti i tesserati, serbando la massima riservatezza circa le informazioni personali o i dati sensibili acquisiti per l’esercizio dell’attività sportiva o istituzionale;
- informare, con tutti i mezzi di comunicazione ritenuti idonei, i tesserati o coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o cui è affidata la cura degli atleti, circa i contatti per comunicare direttamente con il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy” dell’ASD, nonché, con il Safeguarding Office dello CSAIN;
- consegnare, con tutti i mezzi di comunicazione ritenuti idonei, ai tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la cura degli atleti, copia del presente codice di condotta, nonché, del modulo organizzativo e di controllo adottato;
- realizzare programmi di formazione e di sensibilizzazione sulla “safeguarding policy”, al fine di acquisire ed impartire, sia agli operatori che ai tesserati, sempre maggiori competenze e conoscenze necessarie a prevenire e rispondere ad ogni eventuale abuso, violenza e discriminazione.
La ASD attua e garantisce la promozione e l’applicazione dei principi e dei programmi avanti esposti, attraverso la previsione di:
- un’attenta selezione degli operatori e collaboratori sportivi, finalizzata a garantire la piena idoneità ad operare nell’ambito delle attività giovanili ed in diretto contatto con i tesserati minori, compresa l’accurata verifica dei precedenti all’impiego, dei titoli e della formazione conseguita, di cui se ne conserva la relativa documentazione nel rispetto della normativa vigente;
- obblighi informativi per la diffusione delle disposizioni e dei protocolli relativi alla protezione dei minori, anche mediante corsi di formazione e corsi di
aggiornamento periodici, dedicati a tutti i soggetti coinvolti nelle attività sportive e relative ai tesserati minori;
- la disciplina delle incompatibilità degli incarichi, finalizzata ad evitare il cumulo delle funzioni in capo a un unico soggetto, nonché, più in generale, a gestire eventuali conflitti di interesse;
- procedure interne che assicurino la riservatezza della documentazione o delle informazioni, contenenti dati personali e sensibili, ricevute o reperite, relative ad eventuali segnalazioni o denunce di violazione del presente codice di condotta e del modello organizzativo e di controllo adottato;
- la previsione di fattispecie di illecito disciplinare, le tutele assicurate e le sanzioni endoassociative applicabili, graduate sulla base della gravità e della natura della violazione commessa; fermi restando i provvedimenti comminabili dagli organi di giustizia dello CSAIN.
doveri ed obblighi dei dirigenti sportivi e dei tecnici
I tecnici, gli allenatori, gli istruttori, i dirigenti sportivi, i preparatori, i volontari, i tutori, tutti gli operatori ed i collaboratori sportivi, previa presa visione e conoscenza del presente codice di condotta e del modello organizzativo e di controllo adottato, sono obbligatoriamente tenuti ad osservare le seguenti disposizioni, impegnandosi, per l’effetto, a tenere le condotte avanti descritte: - rispettare e tutelare i diritti, la dignità ed il valore di tutti i tesserati, indipendentemente dalla loro età, razza, colore della pelle, origine etnica, nazionale o sociale, sesso, disabilità, lingua, religione, opinione politica, stato sociale, orientamento sessuale; mantenendo costantemente nei confronti di tutti un comportamento civile e non discriminatorio;
- applaudire e gratificare gli sforzi ed i sacrifici degli atleti, conferendo loro valore, attraverso la cultura dell’impegno e del divertimento, a prescindere dai risultati sul campo;
- sostenere i valori dello sport, incoraggiando e promuovendo negli atleti la passione e l’entusiasmo, nonché, il “fair play”, la disciplina, il rispetto dell’avversario, la correttezza ed il ripudio per l’uso di sostanze o metodi vietati per alterare le prestazioni sportive;
- non assumere comportamenti o linguaggi offensivi nei confronti degli atleti, di qualsiasi età, dei direttori di gara o chiunque prenda parte alle attività sportive e non tollerare o partecipare a comportamenti dei minori illegali, abusivi o che mettano a repentaglio la loro sicurezza psico-fisica; - prevenire e contrastare qualsiasi forma di abuso, violenza e discriminazione;
- astenersi dall’utilizzare impropriamente la propria posizione di fiducia di influenza nei confronti dei tesserati, specie se minori;
- favorire rapporti di rispetto e collaborazione tra tesserati, prevenendo situazioni disfunzionali, che, anche tramite manipolazione, determinino uno stato di soggezione, di pericolo o di timore;
- prevenire e contrastare fattivamente qualsiasi forma di bullismo tra i minori, fornendo ascolto ai loro bisogni e preoccupazioni;
- evitare, per quanto possibile, ogni contatto fisico non necessario con i tesserati, in particolare se minori, astenendosi, altresì, dal generare situazioni di intimità;
- adottare, in occasione di trasferte, soluzioni logistiche atte a prevenire situazioni di disagio o comportamenti inappropriati, da scegliere anche con il concorso di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la cura dei tesserati;
- illustrare al tesserato, anche minore, gli obiettivi educativi e formativi e le modalità con cui si intendono raggiungere, anche con il concorso di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la cura dei tesserati;
- evitare categoricamente qualsiasi comunicazione di natura intima ed inappropriata con i tesserati minore, tramite messaggistica o social network;
- interrompere immediatamente qualsiasi contatto con il tesserato minore, qualora si riscontrino situazioni di ansia, timore o disagio derivanti dalla propria condotta, rivolgendosi al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy” dell’ASD/SSD; - ricorrere alle opportune competenze professionali nell’eventuale programmazione o gestione di regimi alimentari in ambito sportivo, segnalando tempestivamente eventuali sintomi di disturbi alimentari degli atleti loro affidati;
- dichiarare cause di incompatibilità e conflitti d’interesse con la ASD/SSD o con i tesserati;
- privilegiare il proprio aggiornamento personale partecipando, con continuità, a programmi di formazione e di sensibilizzazione sulla “safeguarding policy”, al fine di acquisire sempre maggiori competenze e conoscenze necessarie a prevenire e rispondere ad ogni eventuale abuso, violenza e discriminazione, nonché, sulle più moderne metodologie di formazione e comunicazione in ambito sportivo;
- evitare categoricamente la riproduzione e la diffusione di immagini o video dei tesserati minori, se non per finalità educative e formative, acquisendo l’obbligatorio consenso di coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la cura dei tesserati;
- segnalare tempestivamente al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy” dell’ASD/SSD, qualsiasi situazione di potenziale pregiudizio per i tesserati. doveri ed obblighi dei tesserati
Ciascun tesserato, previa presa visione e conoscenza del presente codice di condotta e del modello organizzativo e di controllo adottato, è obbligatoriamente tenuto ad osservare le seguenti disposizioni e, per l’effetto, impegnandosi a tenere le condotte avanti descritte:
- comportarsi secondo lealtà, probità e correttezza nello sport e non solo, tenendo costantemente una condotta improntata al massimo rispetto del prossimo;
- astenersi dall’utilizzare un linguaggio inappropriato, volgare ed allusivo, anche corporeo, in qualsiasi circostanza, anche per gioco o per scherzo;
- contribuire a creare e mantenere un ambiente sano, sicuro ed il più inclusivo possibile;
- contribuire allo svolgimento di una pratica sportiva sana, fornendo il massimo supporto educativo e formativo a tutti i tesserati;
- contribuire alla promozione dei valori ludici, relazionali e sociali dell’attività sportiva;
- creare un rapporto equilibrato con coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la cura dei tesserati;
- ricorrere ad una comunicazione efficace in grado di prevenire e scoraggiare eventuali dispute o contrasti tra tesserati;
- prevenire o dirimere eventuali condotte offensive, manipolative, minacciose o aggressive;
- fornire la massima collaborazione nell’opera di contrasto e repressione di qualsiasi abuso,violenza e discriminazione;
- segnalare tempestivamente al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy” dell’ASD/SSD, qualsiasi situazione di potenziale pregiudizio per gli altri tesserati.
doveri ed obblighi degli atleti
Ciascun atleta, previa presa visione e conoscenza del presente codice di condotta e del modello organizzativo e di controllo adottato, è obbligatoriamente tenuti ad osservare le seguenti disposizioni e, per l’effetto, impegnandosi a tenere le condotte avanti descritte:
- rispettare il principio di solidarietà tra atleti, favorendo l’assistenza ed il sostegno reciproco;
- comunicare le proprie aspirazioni ai dirigenti sportivi ed ai tecnici, valutando, con vero spirito di collaborazione, le modalità di raggiungimento degli obiettivi educativi e formativi, anche con il supporto dicoloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la sua cura, confrontandosi anche con gli altri atleti;
- comunicare ai dirigenti sportivi e dai tecnici qualsiasi ansia, timore o disagio che riguardi sé o altri atleti;
- prevenire, evitare e segnalare qualsiasi stato di soggezione, pericolo o timore a se e negli altri atleti;
- rispettare e tutelare la dignità, la salute e il benessere di tutti gli altri atleti e di chiunque sia coinvolto nelle attività sportive;
- rispettare, sempre e comunque, i dirigenti sportivi, i tecnici, gli altri atleti e chiunque sia coinvolto nelle attività sportive;
- riferire ogni infortunio o incidente sportivo ai dirigenti sportivi, ai tecnici ed a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la sua cura;
- evitare, in qualsiasi occasione, contatti fisici o situazioni di intimità con dirigenti sportivi e tecnici, segnalando eventuali comportamenti inopportuni;
- astenersi da qualsiasi diffusione di materiale fotografico e video di natura privata o intima ricevuto, segnalando la circostanza ai dirigenti sportivi, ai tecnici ed a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o a cui è affidata la sua cura, nonché al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy” dell’ASD;
- segnalare tempestivamente al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy” dell’ASD, qualsiasi situazione di potenziale pregiudizio per sé o per gli altri tesserati.
Accetto di rispettare ed aderire al presente codice di condotta e di impegnarmi alla promozione dei principi ivi contenuti.
data _________________________________ firma __
📋 Modello organizzativo e di controllo dell'attività sportiva
1)- Premessa
Il presente modello organizzativo e di controllo dell’attività sportiva è redatto in ottemperanza all’articolo 16 comma II^ del decreto legislativo n. 39 del 28 febbraio 2021 e secondo le “linee guida per la predisposizione dei modelli organizzativi e di controllo dell’attività sportiva e dei codici di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione” pubblicate il 31.8.2023 sul sito istituzionale CSAIN (https://www.csain.it/notizie/linee-guida-e-regolamento-csain-per-le-politiche-di-safeguarding/), con lo scopo di:
- promuovere e creare una cultura ed un ambiente inclusivo in grado di assicurare la massima dignità ed il rispetto dei diritti di tutti i tesserati, in particolare dei minori, alla pratica sportiva;
- garantire l’uguaglianza e l’equità di trattamento;
- valorizzare le diversità;
- tutelare l’integrità fisica e morale di tutti i tesserati, minori e non, favorendo il loro sviluppo fisico, psicologico, spirituale, sociale e morale;
- prevenire ogni tipo di molestia, violenza di genere ed ogni altra condizione di discriminazione per ragioni di etnia, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
Per tali motivi, il presente modello organizzativo e di controllo:
- è efficace, indifferentemente, nei confronti di chiunque partecipi, con qualsiasi funzione o titolo, all’attività della ASD, indipendente dalla disciplina sportiva praticata o dal ruolo svolto;
- ha validità quadriennale dalla data di approvazione e dovrà essere aggiornato ed integrato qualora si rendesse necessario recepire eventuali modifiche od integrazioni dei Principi Fondamentali emanati dal C.O.N.I., le eventuali ulteriori disposizioni emanate dalla Giunta Nazionale del C.O.N.I. e le raccomandazioni dell’Osservatorio Permanente del CONI per le Politiche di Safeguarding;
- è affisso, con ampia visibilità e facilità di accesso, presso la sede della ASD/SSD, nonché, presso eventuali ulteriori sedi ove si svolgesse l’attività istituzionale;
- è pubblicato sulla homepage del sito istituzionale dell’ASD
(www.arcieridellupo.it), o, in mancanza del sito internet, sulla rispettiva homepage della pagina Facebook o altro social in uso, di cui si indica l’esatta dicitura
Modello Organizzativo e di Controllo dell’Attività Sportiva ;
- è comunicato al Safeguarding Office dello CSAIN.
2)- Diritti e doveri spettanti ai tesserati
A ciascun tesserato/a è incondizionatamente riconosciuto il diritto ad trattamento dignitoso e rispettoso in ogni rapporto, contesto e situazione in ambito associativo; nonché, la massima tutela da ogni forma di abuso, molestia, violenza di genere e ogni altra condizione di discriminazione, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva (decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198).
Tali diritti, inoltre, devono essere garantiti come prevalenti rispetto a ogni risultato sportivo.
Costituisce un dovere di chiunque prenda parte con qualsiasi funzione, titolo o ruolo all’attività sportiva, in forma diretta o indiretta, rispettare pedissequamente le disposizioni e le prescrizioni poste a tutela degli indicati diritti dei tesserati e delle tesserate.
I tecnici, gli allenatori, gli istruttori, i dirigenti sportivi, i preparatori, i volontari, i tutori, tutti gli operatori ed i collaboratori sportivi sono tenuti a conoscere il contenuto del presente modello organizzativo e di condotta, il codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione, nonché, i principi e le linee guida emanate nel tempo dallo CSAIN.
3)- Attività di prevenzione e di gestione dei rischi
La prevenzione e la gestione dei rischi connessi allo svolgimento dell’attività sportiva avviene attraverso l’adozione degli strumenti esposti nel presente modello, i quali garantiscono il pieno sviluppo dell’atleta, l’inclusione e la valorizzazione delle diversità di tutti i tesserati e, soprattutto, la loro tutela da eventuali comportamenti costituenti i rischi da prevenire e gestire, che, la normativa sopra richiamata ha individuato e dettagliatamente descritto.
3.1- comportamenti rilevanti
- abuso psicologico: qualunque atto indesiderato, tra cui la mancanza di rispetto, il confinamento, la sopraffazione, l’isolamento o qualsiasi altro trattamento che possa incidere sul senso di identità, dignità e autostima, ovvero tale da intimidire, turbare o alterare la serenità del tesserato, anche se perpetrato attraverso l’utilizzo di strumenti digitali;
- abuso fisico: qualunque condotta consumata o tentata (tra cui botte, pugni, percosse, soffocamento, schiaffi, calci o lancio di oggetti), che sia in grado in senso reale o potenziale di procurare direttamente o indirettamente un danno alla salute, un trauma, lesioni fisiche o che danneggi l’integrità psicofisica del tesserato. Tali atti possono anche consistere nell’indurre un tesserato a svolgere (al fine di una migliore performance sportiva) un’attività fisica inappropriata oppure forzare ad allenarsi atleti ammalati, infortunati o comunque doloranti. In quest’ambito rientrano anche quei comportamenti che favoriscono il consumo di alcool, di sostanze comunque vietate da norme vigenti o le pratiche di doping;
- molestia sessuale: qualunque atto o comportamento indesiderato e non gradito di natura sessuale, sia esso verbale, non verbale o fisico che comporti fastidio o disturbo. Tali atti o comportamenti possono anche consistere nel rivolgere osservazioni o allusioni sessualmente esplicite, nonché richieste indesiderate o non gradite aventi connotazione sessuale, ovvero
telefonate, messaggi, lettere od ogni altra forma di comunicazione a contenuto sessuale, anche con effetto intimidatorio, degradante o umiliante;
- abuso sessuale: qualsiasi comportamento o condotta avente connotazione sessuale, senza contatto o con contatto, e considerata non desiderata, o il cui consenso è costretto, manipolato, non dato o negato. Può consistere anche nel costringere un tesserato a porre in essere condotte sessuali inappropriate o indesiderate, o nell’osservare il tesserato in condizioni e contesti non appropriati; - negligenza: il mancato intervento di un dirigente, tecnico o qualsiasi tesserato, anche in ragione dei doveri che derivano dal suo ruolo, il quale, presa conoscenza di uno degli eventi, o comportamento, o condotta, o atto di cui al presente modello, omette di intervenire causando un danno, permettendo che venga causato un danno o creando un pericolo imminente di danno. Può consistere anche nel persistente e sistematico disinteresse, ovvero trascuratezza, dei bisogni fisici e/o psicologici del tesserato;
- incuria: a mancata soddisfazione delle necessità fondamentali a livello fisico, medico, educativo ed emotivo;
- abuso di matrice religiosa: l’impedimento, il condizionamento o la limitazione del diritto di professare liberamente la propria fede religiosa e di esercitarne in privato o in pubblico il culto purché non si tratti di riti contrari al buon costume;
- bullismo e cyberbullismo: qualsiasi comportamento offensivo e/o aggressivo che un singolo individuo o più soggetti possono mettere in atto, personalmente, attraverso i social network o altri strumenti di comunicazione, sia in maniera isolata, sia ripetutamente nel corso del tempo, ai danni di uno o più tesserati con lo scopo di esercitare un potere o un dominio sul tesserato. Possono anche consistere in comportamenti di prevaricazione e sopraffazione ripetuti e atti ad intimidire o turbare un tesserato che determinano una condizione di disagio, insicurezza, paura, esclusione o isolamento (tra cui umiliazioni, critiche riguardanti l’aspetto fisico, minacce verbali, anche in relazione alla performance sportiva, diffusione di notizie infondate, minacce di ripercussioni fisiche o di danneggiamento di oggetti posseduti dalla vittima);
- comportamenti discriminatori; qualsiasi comportamento finalizzato a conseguire un effetto discriminatorio basato su etnia, colore, caratteristiche fisiche, genere, status socio economico, prestazioni sportive e capacità atletiche, religione, convinzioni personali, disabilità, età o orientamento sessuale.
E’ utile precisare che i comportamenti rilevanti avanti elencati possono verificarsi, oltre che di persona, anche tramite modalità informatiche, sul web e attraverso messaggi di posta elettronica, commenti o post su social network e blog.
3.2- responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy”
Al fine di tutelare i minori ed i tesserati in genere, anche con lo scopo di prevenire i comportamenti rilevanti, è fatto obbligo di nominare il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della nominato dal Consiglio Direttivo o dal Consiglio di Amministrazione, con lo scopo di prevenire e contrastare ogni tipo di abuso, violenza e discriminazione sui soci, nonché per garantire la protezione dell’integrità fisica e morale degli sportivi, sia minori che non, ed in generale di tutti i tesserati.
Il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni, è un soggetto autonomo, possibilmente indipendente dalle cariche sociali e da rapporti con gli allenatori ed i tecnici, selezionato tra i soggetti che abbiano esperienza nel settore, competenze comunicative e capacità di gestione delle situazioni delicate.
Dovrà essere opportunamente formato, partecipando ai corsi ed seminari formativi organizzati dallo CSAIN, quale Ente di Promozione Sportiva riconosciuto dal CONI, cui è affiliato il sodalizio.
Ai fini della nomina, la persona prescelta produrrà il certificato del casellario giudiziale, che resta acquisito al sodalizio, in quanto costituisce un impedimento alla nomina aver riportato una condanna penale, anche non definitiva, per reati non colposi.
Il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy”, svolge i seguenti compiti e funzioni:
- vigila sulla corretta adozione e l’aggiornamento dei modelli organizzativi e dei codici di condotta da parte della ASD;
- è tenuto a sensibilizzare tutti i membri della ASD circa le questioni relative alla safeguarding policy;
- è il destinatario di eventuali segnalazioni relative a comportamenti rilevanti da parte di qualsiasi membro della ASD, potendo, in ogni caso, procedere autonomamente svolgendo attività ispettiva ed audizioni;
- stabilisce le modalità di massima pubblicizzazione dei canali di comunicazione predisposti in favore di tutti i membri delle ASD per consentire la segnalazione riservata degli eventuali casi di abuso o maltrattamento e stabilire le procedure per la registrazione e la gestione delle segnalazioni ricevute.
- collabora fattivamente con tutte le competenti Autorità competenti (Safeguarding Office, Procura Sportiva, Autorità Giudiziaria);
- garantisce la completa confidenzialità e la riservatezza delle informazioni ricevute in merito ad eventuali casi di abuso o maltrattamento, con l’obbligo di trattare tutti i dati sensibili nel rispetto della privacy delle persone coinvolte, secondo la normativa vigente.
In ogni caso, il Consiglio Direttivo o di Amministrazione ha la facoltà di sospendere o rimuovere il responsabile della safeguarding, non in caso di sopravvenuta carenza dei requisiti per la carica o per la violazione della safeguarding policy del sodalizio.
3.3 - gestione dei tesserati
Al fine di tutelare compiutamente i diritti dei tesserati, soprattutto se minori, saranno adottati da parte dei tecnici e dei dirigenti gli opportuni protocolli di comportamento e di gestione, da applicarsi durante gli allenamenti, le manifestazioni sportive ed ogni attività, anche collegata e connessa, con lo CSAIN.
In tal caso, ci si porrà, quale principale obiettivo, la massima tutela dei tesserati tenendo conto delle caratteristiche peculiari di ciascuno di essi, salvaguardando anche l’armonia e la compattezza del gruppo.
3.4 - inclusività e valorizzazione delle diversità
La ASD si impegna a garantire:
- pari diritti e opportunità a tutti i propri tesserati ed ai tesserati di altre associazioni e società sportive dilettantistiche, indipendentemente da etnia, convinzioni personali, disabilità, età, identità di genere, orientamento sessuale, lingua, opinione politica, religione, condizione patrimoniale, di nascita, fisica, intellettiva, relazionale o sportiva;
- il diritto allo sport agli atleti con disabilità fisica o intellettivo-relazionale, integrandoli, anche se tesserati per altre associazioni o società sportive dilettantistiche, nel gruppo degli atleti tesserati per l’ASD/SSD loro coetanei, anche a seguito di accordi, convenzioni e collaborazioni con altre associazioni o società sportive dilettantistiche;
- il diritto allo sport anche agli atleti svantaggiati dal punto di vista economico o familiare, favorendo la partecipazione di suddetti atleti alle attività dell’associazione anche mediante sconti delle quote di tesseramento e/o mediante accordi, convenzioni e collaborazioni con enti del terzo settore operanti sul territorio e nei comuni limitrofi.
3.5- utilizzo degli spazi comuni
Per la miglior applicazione della safeguarding policy, è necessario che l’utilizzo degli spazi comuni, ove la ASD svolge la propria attività sportiva, debba essere regolamentato attraverso un protocollo di comportamenti che tutti i membri sono tenuti ad osservare.
A tal fine:
- è sempre garantito l’accesso ai locali e agli spazi in gestione o in uso all’ASD, durante gli allenamenti e le sessioni di prova dei tesserati e delle tesserate minorenni, a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o ai soggetti cui è affidata la cura degli atleti e delle atlete ovvero a loro delegati;
- è sempre fatto divieto, durante le sessioni di allenamento o di prova, di accedere agli spogliatoi da parte di utenti esterni o genitori o accompagnatori, se non previa autorizzazione da parte di un tecnico o dirigente e, comunque, solo per eventuale assistenza a tesserati e tesserate sotto gli otto anni di età o con disabilità motoria o intellettivo/relazionale;
- è consentito l’accesso agli spogliatoi, durante le sessioni di allenamento o di prova, esclusivamente agli atleti ed alle atlete dell’ASD;
3.6 - trasferte
In caso di trasferta, che prevedano pernottamenti, agli atleti dovranno essere riservate camere, eventualmente in condivisione con atleti dello stesso genere, diverse da quelle in cui alloggeranno i tecnici, i dirigenti o altri accompagnatori, salvo nel caso di parentela stretta tra l’atleta e l’accompagnatore.
Durante le trasferte di qualsiasi tipo è fatto dovere agli accompagnatori vigilare sugli atleti accompagnati, soprattutto se minorenni, mettendo in atto tutte le azioni necessarie a garantire l’integrità fisica e morale degli stessi ed evitare qualsiasi comportamento rilevante ai fini del presente modello.
4)- Contrasto dei comportamenti lesivi e gestione delle segnalazioni
Il sistema di “safeguarding” associativo è composto da fasi che si conseguono tra di loro, finalizzate all’acquisizione ed all’accertamento delle segnalazioni, alla risposta immediata endoassociativa nei confronti del comportamento rilevante ed, infine, all’applicazione della sanzione disciplinare.
4.1- segnalazione dei comportamenti lesivi
Nel caso si verifichino presunti comportamenti lesivi, da parte di tesserati o di persone terze nei confronti di altri tesserati, minorenni e non, e ne viene acquisita notizia, deve esserne fornita
tempestiva segnalazione al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding” con tutti i mezzi possibili.
La presente procedura, inoltre, è applicabile anche per la segnalazione di presunte violazioni al presente modello.
A tal fine, l’ASD ha attivato una casella di posta elettronica, dedicata alle segnalazioni di qualsiasi comportamento che possa essere ritenuto dal denunciante rilevante o presuntivamente rilevante.
L’indirizzo e-mail della casella di posta elettronica dedicata al “safeguarding” è:
04lupo.safeguarding@gmail.com
La password di accesso alla casella di posta elettronica dedicata al “safeguarding” è in possesso esclusivamente del responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy”, che la gestirà autonomamente solo per l’esecuzione del proprio incarico.
Nel caso in cui pervenissero, con qualsiasi mezzo (a voce, per iscritto, e-mail associativa o dei dirigenti, posta ordinaria, etc…), segnalazioni di comportamenti lesivi o presunti tali, se ne dovrà fornire immediata notizia al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy” che provvederà alla immediata attivazione delle procedure per l’opportuno trattamento della notizia.
Il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy”, espletate le attività di accertamento e di indagine, di cui ne comunicherà l’esito agli organi direttivi della ASD per l’eventuale adozione degli opportuni provvedimenti e l’applicazione delle sanzioni disciplinari, potrà procedere ad inviarela segnalazione della notizia appresa al “safeguarding office” dello CSAIN per la tutela dei tesserati dagli abusi e dalle condotte discriminatorie all’indirizzo di posta elettronica a ciò dedicato: safeguarding@csain.it
In ogni caso, in presenza di gravi e conclamati comportamenti lesivi, il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy” e gli organi direttivi della ASD/SSD dovranno notificare i fatti di cui sono venuti a conoscenza alla competente Autorità Giudiziaria.
Le segnalazioni pervenute dovranno essere gestite con la massima riservatezza, sia dal responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy” che da chiunque ne fosse venuto a conoscenza (tecnici - dirigenti - tesserati), in modo tale da assicurare e tutelare la completa privacy del segnalatore e del segnalato.
E’, inoltre, fatto obbligo a tutti i membri della ASD di astenersi dall’attuare qualsivoglia forma di vittimizzazione secondaria dei tesserati che abbiano in buona fede:
- presentato una denuncia o una segnalazione;
- manifestato l’intenzione di presentare una denuncia o una segnalazione;
- assistito o sostenuto un altro tesserato nel presentare una denuncia o una segnalazione;
- reso testimonianza o audizione in procedimenti in materia di abusi, violenze o discriminazioni;
- intrapreso qualsiasi altra azione o iniziativa relativa o inerente alle politiche di safeguarding.
4.2- sistema disciplinare sanzionatorio
L’attività di indagine eseguita dal responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o della “safeguarding policy”, oltre ad essere finalizzata alla tutela delle persone che siano state eventuali vittime di abusi, violenze e discriminazioni (cd. comportamenti rilevanti), ha come scopo l’accertamento e la punizione delle condotte disciplinarmente sanzionabili da parte di coloro che abbiano violato, colposamente o intenzionalmente, le prescrizioni del presente modello organizzativo, nonché, del codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione con lo stesso integrato. condotte sanzionabili
A tal fine, sono ritenute sanzionabili le seguenti condotte, commissione ed omissive, costituenti illeciti disciplinari, salvo altre:
- l’omessa attuazione colposa delle misure indicate nel presente modello organizzativo e del codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione ad esso integrato;
- la violazione dolosa (intenzionale) delle misure indicate nel presente modello organizzativo, con particolare riguardo ai comportamenti rilevanti di cui al punti 3.1, e del codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione ad esso integrato, tale da compromettere insanabilmente il rapporto di fiducia tra l’agente e l’ASD, in quanto preordinata in modo univoco a commettere un reato;
- la violazione, colposa o dolosa, delle misure poste a tutela del segnalante;
- gli atti di ritorsione o discriminatori, diretti o indiretti, nei confronti del segnalante per motivi collegati, direttamente o indirettamente, alla segnalazione;
- l’effettuazione, con colpa grave o dolo, di segnalazioni false o manifestamente infondate;
- la violazione degli obblighi di segnalazione o informazione nei confronti dell’ASD, rispetto a notizie concernenti casi di abusi, violenze e discriminazioni;
- la violazione delle disposizioni concernenti le attività di informazione, formazione e diffusione nei confronti dei destinatari del presente modello organizzativo;
- omessa applicazione del presente sistema disciplinare. sanzioni disciplinari
Le sanzioni disciplinari applicabili variano di genere ed intensità sulla base della natura del rapporto intercorrente tra l’autore della violazione e l’ASD;dovendosi tenere conto della rilevanza e della gravità della violazione o della omissione commessa, in relazione al ruolo e dalla responsabilità rivestita.
Nell’attività di indagine necessaria all’applicazione di una sanzione disciplinare, si dovrà verificare:
- se l’autore abbia commesso la violazione o l’omissione con colpa (imprudenza, imperizia, negligenza, inosservanza dei regolamenti) o dolo (intenzionalità);
- se fosse eventualmente recidivo, avendo in precedenza posto in essere altre violazioni dello stesso o di diverso genere;
- la presenza di circostanze aggravanti o attenuanti, che abbiano caratterizzato la commissione della violazione o dell’omissione;
- la posizione funzionale dell’autore della violazione o dell’omissione in seno all’ASD;
- eventuale concorso di altri soggetti nella commissione della violazione o dell’omissione;
- la gravità del pericolo creato e l’entità dell’eventuale danno prodotto.
All’esito della valutazione eseguita sulla base dei predetti criteri, si determinerà la sanzione disciplinare da comminare al suo autore, distinte sulla base del rapporto intercorrente con la ASD.
sanzioni disciplinari applicabili nei confronti dei collaboratori retribuiti
Nei confronti dei collaboratori retribuiti, che si siano resi responsabili di illeciti disciplinari riconducibili al presente modello organizzativo, potranno essere comminate le seguenti sanzioni, la cui scelta ed intensità sarà direttamente proporzionale alla natura e dalla gravità della violazione commessa:
1. richiamo verbale: il provvedimento disciplinare del richiamo verbale è applicabile nei confronti del collaboratore retribuito che abbia violato, per mera negligenza o imprudenza o imperizia (colpa), le procedure imposte dal presente modello organizzativo e le prescrizioni del codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione ad esso integrato, oppure, abbia adottato, nello svolgimento di attività sensibili a contatto con i tesserati, soprattutto se minori, un comportamento non conforme alle prescrizioni contenute nel presente modello, sempre che la violazione non abbia avuto una rilevanza esterna all’associazione;
2. ammonizione scritta: il provvedimento disciplinare dell’ammonizione scritta è applicabile al lavoratore retribuito che risulti recidivo, durante un triennio, delle violazioni di cui al punto che precede;
3. risoluzione del contratto: il provvedimento disciplinare della risoluzione del contratto retribuito di collaborazione è applicabile nel caso in cui il collaboratore retribuito abbia intenzionalmente eluso (dolo) le prescrizioni del presente modello organizzativo e del codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione ad esso integrato, ponendo in essere una condotta diretta, in modo inequivocabile:
- alla commissione di uno dei reati ricompreso fra quelli previsti dal codice penale agli articoli 600/bis (prostituzione minorile), 600/ter (pornografia minorile), 600/quater (detenzione o accesso al materiali pornografico), 600/quater1 (pornografia virtuale), 600/quinques (iniziative turistiche volte allo sfruttamento della prostituzione minorile), 604/bis (propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa), 604/ter (circostanza aggravante), 609/bis (violenza sessuale), 609/ter (circostanze aggravanti dell’art. 609 bis c.p.), 609/quater (atti sessuali con minorenne), 609/quinques (corruzione di minorenne), 609/octies (violenza sessuale di gruppo), 609/undecies (adescamento di minori); oppure, sia stato condannato in via definitiva per i predetti reati;
- alla violazione dei divieti di cui al capo II^ del titolo I^ del Libro III^ del decreto legislativo dell’11.4.2006 n. 198, relativo alla discriminazione sul posto di lavoro;
- alla sottrazione, occultamento, distruzione o alterazione di documenti recanti informazioni relative alle condotte di cui al presente modello organizzativo, tale da impedire il controllo e l’accesso alle informazioni agli organi preposti, incluso il responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni. sanzioni disciplinari nei confronti dei volontari
Nei confronti dei volontari, che si siano resi responsabili di illeciti disciplinari riconducibili al presente modello organizzativo, potranno essere comminate, per gli stessi motivi, le medesime sanzioni
comminabili al collaboratore retribuito, la cui scelta ed intensità sarà direttamente proporzionale alla natura e dalla gravità della violazione commessa:
- richiamo verbale;
- ammonizione scritta;
- risoluzione del rapporto di volontariato.
Con riguardo all’ipotesi della risoluzione del rapporto di volontariato, nel caso in cui il volontario fosse anche socio dell’ASD, se ne delibererebbe l’esclusione dello stesso dal sodalizio.
5)- Obblighi informativi
Il presente modello organizzativo, il codice di condotta a tutela dei minori e per la prevenzione delle molestie, della violenza di genere e di ogni altra condizione di discriminazione ad esso integrato, nonché, il nominativo ed i contatti del responsabile nominato contro abusi, violenze e discriminazioni, e del Safeguarding Office dello CSAIN, sono
- affissi, con ampia visibilità e facilità di accesso, presso la sede della ASD, nonché, presso eventuali ulteriori sedi ove si svolgesse l’attività istituzionale;
- pubblicati sulla homepage del sito istituzionale dell’ASD (www.arcieridellupo.it), o, in mancanza del sito internet, sulla rispettiva homepage della pagina Facebook o altro social in uso, di cui si indica l’esatta dicitura
Modello Organizzativo e di Controllo dell’Attività Sportiva;
- comunicati al responsabile contro abusi, violenze e discriminazioni o responsabile della “safeguarding policy”, nonché, al Safeguarding Office dello CSAIN;
- comunicati, all’atto del tesseramento, a tutti i tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o cui è affidata la cura degli atleti, unitamente alla consegna dei moduli predisposti per formulare le segnalazioni;
- comunicati, sia in fase di adozione che di modifica, a mezzo posta elettronica, a tutti i soci, tesserati, collaboratori e volontari, previa loro indicazione dell’esatto indirizzo e-mail personale ove voler ricevere le comunicazioni.
L’ASD, inoltre:
- fornirà tempestivamente ogni utile informazione rilevante al proprio responsabile nominato contro abusi, violenze e discriminazioni, a voce o all’indirizzo di posta elettronica dedicato alla “safeguarding policy”(04lupo.safeguarding@gmail.com) ed al Safeguarding Office dello CSAIN, all’indirizzo mail safeguarding@csain.it.;
- adotterà e renderà pubblica ogni utile iniziativa volta a diffondere e pubblicizzare, anche tramite specifico materiale informativo, presso i propri tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o cui è affidata la cura degli atleti, anche tramite specifico materiale informativo, tutte le opportune procedure per:
• la segnalazione dei comportamenti lesivi;
• la prevenzione ed il contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione, nonché, alla consapevolezza dei tesserati in ordine a propri diritti, obblighi e tutele;
• la sensibilizzazione alla prevenzione dei disturbi alimentari negli sportivi.
L’ASD, inoltre, fornirà ai propri tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o cui è affidata la cura degli atleti adeguata informativa circa le specifiche misure adottate per la prevenzione e contrasto dei fenomeni di abuso, violenza e discriminazione in occasione di manifestazioni sportive.
Infine, verrà fornita ai propri tesserati o a coloro che esercitano la responsabilità genitoriale o cui è affidata la cura degli atleti comunicazione ed ampia diffusione alle politiche di safeguarding adottata dallo CSAIN e dalla stessa ASD.
6)- Strumenti adottati per la tutela dei tesserati
In aggiunta quanto previsto nei paragrafi che precedono, l’ASD si impegna a realizzare e mettere a disposizione dei propri tesserati, ogni utile strumento o iniziativa volta a:
- tutelare compiutamente i diritti di ciascuno, attraverso iniziative utili a divulgare il rispetto della persona nei rapporti interpersonali, nonché, gli strumenti legali e sociali a disposizione;
- creare un contesto associativo sano, sicuro ed inclusivo, attraverso l’adozione del criterio, ove possibile, del massimo coinvolgimento e partecipazione alle attività istituzionali;
- rimuovere, nel pieno rispetto di qualsiasi legittima diversità, ogni ostacolo fisico o pregiudizio morale, culturale e religioso, che possa impedire la realizzazione del contesto sano, sicuro ed inclusivo;
- prevenire qualsiasi rischio di abusi, violenze o discriminazioni, tenendo conto delle singole peculiari caratteristiche della compagine associativa e della sua composizione;
- promuovere la parità di genere, tenendo conto della specifica disciplina sportiva svolta.
Il presente modello organizzativo è stato approvato dal Consiglio Direttivo della
ASD Branco Arcieri Cacciatori del Lupo il 2 agosto 2024,
il Presidente
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